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Le Problematiche: Il Disagio e la Dispersione Scolastica.
Il disagio scolastico è purtroppo una condizione che, a vari

Consegna dei diplomi agli insegnanti partecipanti al corso di aggiornamento alla presenza
dell’assessore alla P.I. del Comune di Castelnuovo di Porto dott. Luciano Mondati.
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livelli di intensità, investe tutte le componenti educative e sociali; da un
lato lo studente che assorbe in maggior misura l'effetto negativo della
condizione, dall'altro l'insegnante che comunque vive in prima persona le
difficoltà ed i problemi interni al sistema; la famiglia che riflette nel suo
equilibrio la qualità dell'andamento scolastico; l'ambiente, che rimanda la
lettura del suo livello culturale alla sommatoria delle varie situazioni e
problemi sociali, compresa la scuola; l'amministrazione pubblica che ancora non
riesce ad incidere sostanzialmente sulla qualità della scuola. Pertanto il
disagio scolastico esprime la sintesi di una catena che abbraccia l'intero
sistema politico-sociale di un Paese.

EDUCARE PER PREVENIRE è il motto di una strategia operativa
attivata dalla Amministrazione Scolastica attraverso vari progetti di
prevenzione. L'iniziativa del Progetto Giovani-93, sorta nel 1990, trova le sue
radici e motivazioni nella precedente normativa relativa alla educazione, alla
salute e prevenzione delle tossicodipendenza ed AIDS dell'ultimo ventennio ed in
particolare nella esperienza del Progetto Giovani 85, sulla quale si è
innestato.
Era necessario trovare un modo concreto per coinvolgere i giovani
sul tema della prevenzione, partendo dalle loro esigenze e bisogni, affinché si
promuovesse lo spirito di iniziativa, l'autonomia di gestione, l'aggregazionismo
produttivo cioè l'anello mancante di una catena che relegava l'attività
scolastica nei meandri chiusi di una classe o edificio senza colore e vita. La
strategia del PG 93, anticipando il processo di autonomia scolastica, era
deliberatamente indirizza verso una gestione decentrata, allo scopo di
sollecitare le risposte più adeguate e rispondenti alle richieste reali degli
studenti, nei rispettivi contesti socio - culturali.
Alla diagnosi dei bisogni sono seguite iniziative e progetti
differenziati che, al di là delle difficoltà incontrate e dei risultati
ottenuti, hanno comunque rappresentato una svolta determinante nella conduzione
della vita scolastica, aprendo le porte a quel mondo interiore dello studente
dove si nascondono le ansie, i desideri e le aspirazioni più genuine.
La scuola sta dimostrando oggi di poter divenire uno spazio
aperto che interagisce in sintonia con le altre risorse sul territorio per
realizzare il più possibile la "scuola per la vita", come pienamente
recepito dal D.P.R. del 10 ottobre 1996 n°567 e della direttiva n° 133 del 3
aprile 1996 concernente la disciplina delle iniziative complementari e le
attività integrative delle istituzioni scolastiche per la promozione delle
capacità progettuali degli studenti, la creazione delle Consulte Provinciali e
l'istituzione della Giornata Nazionale della Scuola.
La definizione di salute dell' O.M.S. (Organizzazione Mondiale
della Sanità) parla di benessere fisico, psichico, mentale, sociale, ed anche
morale; parla di equilibrio che chiama in causa non solo gli stati
dell'organismo, ma i sentimenti, le idee, le convinzioni cioè la cultura della
persona.
E' evidente la concezione unitaria implicita nella definizione ed
è in questa direzione che l'educazione, le esperienze e la cultura possono
influenzare lo stato di salute dell'individuo, salute quindi intesa come
"Valore da Costruire".
La scuola ricopre un ruolo basilare nella determinazione di
questa condizione.
Nella C.M. 240 si legge "Alcolismo, Tabagismo, uso di
sostanze stupefacenti o psicotrope e patologie correlate, ossia le abitudini e
gli stati psicofisici di cui parla la legge n° 162 del 26 \6\90, non sono
calamità naturali ed hanno la loro radice in disposizioni ed in atteggiamenti
che si formano precocemente nel soggetto e sui quali molto possono l'educazione,
le esperienze positive e la cultura".
L'analisi dei bisogni, come emerge dai questionari realizzati in
diversi Istituti sul territorio Italiano soddisfa questa interpretazione nella
individuazione delle seguenti aree problematiche.
-
rapporti interpersonali a scuola
-
metodi di studio ed i risultati scolastici
-
aspettative di studio e lavoro.
La prima area indica chiaramente il bisogno di un dialogo più
aperto verso i problemi culturali e sociali del proprio tempo; la seconda
sottolinea il bisogno di imparare ad apprendere, piuttosto che a rifornirsi di
informazioni la cui validità e durata sono sottoposte al rischio del
cambiamento continuo; la terza punta l' indice accusatore sul distacco dal mondo
del lavoro, cioè sulla mancata comunicazione con un area che dovrebbe essere
invece strettamente collegata alla attività di studio. Questi aspetti possono
essere sufficientemente gravi per determinare predisposizioni e condizioni di
disaffezione precoce e disagio.
L'esperienza del PG Ragazzi 2000 ha messo in risalto l'esigenza
profondamente motivata dei ragazzi di essere ascoltati veramente, di essere
capiti. Se si osserva inoltre l'età, che abbraccia il periodo puberale con
tutta l'instabilità emotiva e lo spirito di ricerca di nuovi autonomi equilibri
caratteristici dell'età, si può facilmente dedurre quanto sia determinante il
tipo di relazione con l'adulto, insegnante o genitore, ai fini di un armonico
sviluppo della personalità individuale.
Non a caso la C.M. n° 47 del 20|02|92 sulle attività di
Educazione alla Salute coinvolge apertamente la componente genitori, per la
funzione unica ed insostituibile che la famiglia svolge all'interno delle
attività di prevenzione e formazione e la più recente Direttiva n° 463 sel
26\11\1998 fornisce una versione globale ed unitaria delle attività di
prevenzione coinvolgendo studenti e studentesse, famiglie ed operatori
scolastici con progetti formativi centrati sulla promozione della consapevolezza
e della capacità di vivere e relazionarsi armonicamente con l'ambiente interno
ed esterno.
Emerge quindi in modo evidente dalla lettura della situazione
scolastica attuale, la necessità di costruire una "Comunità
Educante", di creare cioè quella collaborazione inter ed infra
istituzionale che consenta di far convergere tutti gli sforzi verso gli
obiettivi più elevati dell'educazione, dove ognuno, coniugando "diversità
ed uguaglianze" "qualità e diritto", possa sviluppare ed
esprimere al meglio le proprie potenzialità in un clima sereno di pace,
collaborazione e solidarietà.
Secondo uno studio effettuato dall'UNESCO si può definire la
dispersione come l'insorgere di quei fenomeni che comportano un rallentamento ed
una interruzione prima del conseguimento del titolo di studio terminale nel
percorso dei ragazzi all'interno della scuola, sia durante la scolarità
obbligatoria che in quella secondaria e comprende perciò oltre agli abbandoni
anche le ripetenze, le frequenze irregolari, i ritardi rispetto all'età
scolare.
L'elevato tasso di dispersione scolastica è un fattore
preoccupante non solo per l'Italia, ma anche per l'Europa. Il problema riflette
una situazione ampia e complessa di disagio ed emarginazione legate al contesto
culturale, economico e familiare oltre che alla personalità del soggetto. Tra
le cause della dispersione riconducibili all'area scolastica, si evidenziano:
-
l'atteggiamento di chiusura e di rifiuto
all'innovazione didattica specie nel settore delle dinamiche interpersonali e di
animazione culturale anche dell'extra - scuola
-
la bassa comunicazione tra i ragazzi che vivono in prima
persona il fenomeno della D.S. e gli insegnanti, comunicazione per lo più
limitata alle questioni prettamente scolastiche;
-
la non considerazione dei problemi personali dei
ragazzi ed il non riferimento ai problemi sociali vicini alla loro esperienza di
vita:
-
l'atteggiamento di sfiducia da parte degli
insegnanti rispetto alla riuscita scolastica dei ragazzi meno dotati o
provenienti da famiglie di classe sociale inferiore.
A queste se ne aggiungono altre come l'assenza di continuità
pedagogico - didattica, l'impreparazione professionale nelle strategie di
individualizzazione dell'insegnamento e nella pratica docimologica,
l'estraneità nell'insegnamento e nei libri scolastici usati a scuola, alla vita
dei ragazzi in difficoltà e\o svantaggiati, la non rispondenza delle forme di
assistenza scolastica messe a disposizione dalla scuola, alle reali esigenze dei
ragazzi.
Giovanni Amos Comenio, padre seicentesco della pedagogia moderna,
sosteneva la necessità di creare le condizioni adatte all'apprendimento,
rendere l'allievo desideroso di apprendere rimuovendo quegli ostacoli che
inibiscono il desiderio di sapere che, come sosteneva Aristotele, è innato in
ogni individuo.
Si meravigliava quindi di come qualcuno potesse sopportare
anziché rifuggire un sistema di istruzione generalmente carente di questo
approccio.
Se si raffrontano queste affermazioni della letteratura classica
con le cause della dispersione sopraccitate, si può facilmente riconoscere la
matrice comune che, partendo dalla disponibilità nei confronti dell'alunno,
passa attraverso la qualità della comunicazione didattica ed interpersonale.
Edgard Faure intitolava il suo Rapporto per l'UNESCO
"apprendere à étre", motto che intuiva la necessità fondamentale di
recuperare la persona nella sua capacità di vivere la propria vita nella sua
interezza; riscoprire il mondo della persona per costruire il mondo del
cittadino e realizzare l'identità solidale con l'universo tutto.
E' necessario quindi ricercare ed individuare la\le strada giusta
da percorrere nelle diverse realtà socio - culturali, atte a prevenire e\o
risolvere le varie situazioni di disagio, nella consapevolezza che ognuno di
noi, in maggiore o minore misura, è ugualmente responsabile dei fallimenti a
cui purtroppo assistiamo.
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